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L’ordine questo semi sconosciuto.

Lo ammetto, sono disordinata, non mi viene assolutamente naturale mettere tutto subito nel corretto posto, lascio pezzi per strada con estrema distrazione e macino km in più per recuperare i suddetti pezzi lasciati per strada.
Ciò non vuol dire che vivo nel disordine, un’infanzia con una mamma rigorosissima e stra ordinata mi hanno insegnato a “fare” ordine e tutto il giorno corro dietro a questa immagine che per me è il simbolo di efficienza, pulizia e correttezza, ma permangono le isole di disordine.
Vivendo in una casa non di modeste dimensioni significa che le mie giornate sono all’insegna della ricerca dell’ordine, ma ogni tanto mi fermo perché stanca oppure perché c’è qualcosa di altrettanti importante da fare al pari del riordinare.
Banalmente stare con mio figlio che è in fase mamma dipendente o simili.
Ieri però si è scatenata la furia disordinata di mia figlia 5enne con la sua amichetta coetanea e in poco più di 3 ore sono riuscite a mettere letteralmente sottosopra ben 4 ambienti, la sala da pranzo l’ho salvata mentre la mettevano a soqquadro durante la merenda.
Quindi alle 6 di sera avevo una sala giochi, un bagno, una camera degli ospiti ed una cameretta tappezzate di tutto quello che era possibile mettere sotto sopra.
Nella sala giochi avevano ammucchiato tutti i giochi che precedentemente erano nelle ceste nella tenda, l’equivalente di 5 o 6 ceste buttate dentro più peluches in ogni dove.
In bagno avevano deciso di disegnare per terra, fogli, album, pennarelli e pastelli ovunque.
In camera vestiti, scarpe, coperte e borotalco ovunque.
Nella camera degli ospiti avevano smontato il letto e deciso di mangiare sotto di questo e continuare a disegnare sotto di questo accompagnate dai cuscini.
Voi vi chiederete dove io fossi, ero semplicemente in cucina a riordinare e parlare con la mamma della bambina e quindi vigilavamo da vicino, ma non troppo.
Mi ero ripromessa ieri di investire del tempo in frequentazioni che non fossero solo virtuali, no?
Comunque nel momento che se ne sono andate, mamma e figlia, è scattato il piano riordino, ma questa volta sulle spalle di mia figlia.
Mia figlia è disordinata, ma conosce molto bene la differenza tra una casa ordinata ed una disordinata, e io sinceramente di sostituirmi a lei dopo che aveva fatto tutto quel casino non ne avevo veramente intenzione, quindi non le ho lasciato modo di temporeggiare (è una maestra nel farlo) e ho strillato talmente tanto che oggi sono afona.
Non mi piace doverlo fare, ma non accetto che mia figlia si comporti così anche a casa di altri, è una forma di maleducazione enorme non avere rispetto per chi dovrà rimettere ordine, che sia la mamma o una donna di servizio.
Quindi con la minaccia che dei giochi di cui non le interessava, dato che erano lasciati in giro alla rinfusa, avrei pensato personalmente con l’aiuto di un enorme sacco nero a toglierli e regalarli a chi se ne sarebbe realmente interessato ha rimesso ordine (più o meno).
Spero che le sia rimasta abbastanza impressa la lezione, dato che ha messo ordine, era dispiaciutissima che io fossi afona per colpa sua e mi ha chiesto scusa sia ieri che oggi.
È difficile essere genitori, è difficile cercare di preparare i figli ad essere delle persone per bene e questo vuol dire essere rispettosi verso il lavoro altrui e verso l’ambiente che li circonda non pensando mai che tutto è dovuto e che ci sarà qualcuno che ci penserà al posto loro.
Io oggi sono ko, ma la giornata che mi si prospetta è la solita… bella impegnativa.

La giornata tipo

Buongiorno. Si buongiorno… Nuovamente mi sono svegliata più tardi di quanto vorrei… Ma con questo freddo non riesco (bugia, non mi va) ad alzarmi prima delle 7 e mezzo. Nei miei piani “perfetti” io mi dovrei alzare non più tardi delle 6 e 30, coraggiosamente e stoicamente dovrei mettermi almeno due volte alla settimana a fare l’ellittica, lavarmi, accendere in questo periodo geeeeeeelido il camino e nel frattempo ricominciare a far fronte al disordine dei duplici nani.
Nella realtà,  mi alzo fra le 7 e 20 e le 8 senza la sveglia, faccio una colazione frettolosa e incomincio ad esortare la nana a prepararsi.
Non sempre con i toni più amorevoli possibili. La famiglia Mulino Bianco non abita qua, ci vogliamo tanto bene, ma la lentezza e la testa fra le nuvole è una caratteristica ben radicata in mia figlia.
Finalmente mia figlia con mio marito escono di casa alla volta di scuola e io per mezzora/un’ora mi godo il vuoto lasciato e mi coccolo il secondo nano di casa.
In questo frangente vorrei essere Mary Poppins e con uno schiocco di dita riuscire a riordinare casa, ma anche con la modalità scheggia impazzita riesco a far decisamente meno di quanto vorrei.
Ben preso si fa mezzogiorno e come la maggior parte dei giorni della settimana devo andare a prendere la nana.
Quindi le 3 ore a casa “serena” si son già esaurite e devo preparare il pranzo per 4 persone.
Quindi in un turbinio di corri prendi, corri torna, corri prepara, corri mangia, corri sparecchia, corri ora dormi…
Nuovamente un attimo di calma.
Il piccolo è stato convinto a dormire e io posso riprendere fiato.
La grande o sta semi tranquilla a giocare oppure si riposa e io in quel frangente riprendo a sistemare, perché sembra facile, ma con due nani il più delle volte sei alle prese con una valanga di disordine e tu sei li che cerchi (invano) di far fronte a tutto.
Nuovamente, ben presto, si avvicina la sera e una nuova cena è li che richiede di essere assemblata, preparata, proposta alla mia piccola famiglia che richiede di essere sfamata nel migliore dei modi.
In queste giornate si incastrano la spesa, le mille lavatrici, i riordini e nei miei sogni si dovrebbe incastrare anche un pizzici di tempo per me in cui riesco a frequentare delle amiche non solo telefonicamente o via Whatsapp, del tempo investito nello sport, del tempo investito nella cura personale e soprattutto del tempo da dedicare al lavoro.
Mi manca lavorare, fare la mamma e casalinga è alienante, soprattutto se la scelta di farlo non è stata del tutto libera ma condizionata da forze di causa maggiore. Fino all’inizio di agosto lavorare, con i migliori propositi di continuarlo a fare e poi per un incidente scegli che è il momento di fare la mamma.
Quindi conti fatti al centesimo, attenzione ad ogni uscita e si affronta anche questa.
Che poi da fuori sembra che tutto vada alla grande, e probabilmente sono io troppo esigente, ma vorrei riuscire ad incastrarci tante cose in più.
Innanzitutto il trend all’ingrasso deve terminare qui. Dovevo perdere 6 kg per tornare al mio peso pre nani ad Agosto, ora me ne mancano 9, qualcosa non torna in questi calcoli giusto?
Vorrei riprendere a leggere, vorrei leggere due libri al mese, mi sono bloccata ai tempi dell’incidente e non sono riuscita più a leggere qualcosa che sia più impegnativo di un articolo di giornale.
Vorrei fare più movimento, ho buttato bellamente nel water un set di ingressi di una bellissima palestra di zona comprati su Groupon, sempre perché avevo fatto i conti di avere un aiuto, invece da mamma, lavoratrice, son stata declassata al ruolo di mamma casalinga e di tempo per me ne ho ben poco.
Il più delle volte fare anche una doccia in solitaria è un gran traguardo.
Vorrei prendermi più cura di me stessa e questo partirebbe anche da rimettere in ordine i miei vestiti nella cabina armadio ed essere costante nei miei trattamenti fai da te.
Vorrei mangiare bene e non avere gli attacchi da comfort food che mi regalano solo un enorme stanchezza e qualche gr in più.
Vorrei dunque partire da qualcosa e forse il qualcosa è ricominciare a scrivere per me.
Essere sincera, essere realista e leggere, documentarmi, muovermi, conoscere e fare tante cose in più.
Voglio ispirarmi da chi riesce a fare di più,  voglio essere di più.
E con queste ultime righe lancio questo scritto, fatto senza ricontrolli e mi avventuro nella mia frenetica routine costellata da mille impegni presi con me stessa nella speranza di riuscire a fare una cosa in più di ieri e in meno di domani.